LABORATORIO DI ROBOTICA EDUCATIVA E CODING

Scuola dell’Infanzia Santa Lucia Insegnanti : Stefania Ciavaglia – Luisa Dicitore I bambini e le bambine sono stati seguiti nell’ottica montessoriana dell’“aiutami a fare da solo” e tutto questo ha stimolato la loro capacità creativa e di immaginazione, portandoli ad elaborare ipotesi e soluzioni. Siamo partite dall’analisi dei bisogni dei bambini per poi formulare un progetto pedagogico che ha visto la realizzazione della favola di Cappuccetto Rosso. A seguito dell’analisi della situazione di partenza è stato necessario individuare quali obiettivi, quali strategie e modalità risultavano più idonee per rendere attuabile il nostro progetto e per concretizzare l’integrazione dei bambini con bisogni educativi speciali. La realizzazione del progetto ha previsto la lettura e la successiva visualizzazione attraverso un’App della favola di Cappuccetto Rosso, un classico della letteratura dell’infanzia. Successivamente abbiamo realizzato il nostro percorso e i diversi personaggi della storia con materiali di recupero e abbiamo travestito la nostra Bee bot da cappuccetto rosso. L’obiettivo era quello di portare cappuccetto rosso dalla nonna attraversando i vari ostacoli. Abbiamo poi mostrato le frecce riportate sotto che sono le stesse frecce che i bambini troveranno sull’ape robot Poi, mentre un bambino ha provato ad effettuare il percorso in prima persona un altro bambino sistema sul percorso effettuato dal compagno le frecce in maniera corretta. Al termine di questa operazione abbiamo dato a ciascun bambino il reticolo su cui erano già presenti gli ostacoli al fine di fargli disegnare le frecce per poter poi raggiungere la casetta della nonna Successivamente abbiamo dato ai bambini la nostra Bee bot e abbiamo osservato come in maniera del tutto spontanea avevano compreso i segni e quali erano i pulsanti utili ai comandi che loro volevano dare. Si è fatto notare ai bambini che l’ape ha un’ottima memoria e che si ricorda tutte le indicazioni che le sono state date. Poi si è spiegato che si pu premere l’apposito pulsante per far dimenticare all’ape le indicazioni date fino a quel momento. Abbiamo poi proposto ai bambini di provare con delle indicazioni più complesse: • Iniziare con tre passi in avanti. • Passare quindi a tre passi avanti, gira a destra e poi un passo in avanti e così via. • Una volta che i bambini hanno preso un po’ di dimestichezza necessaria con i comandi della Bee-bot, gli abbiamo dato il compito di guidare l’ape lungo il percorso per andare fino al punto di arrivo, in questo caso, rappresentato dalla casetta della nonna.
Si può dire, a conclusione di questa esperienza, che l’utilizzo della robotica si è dimostrata funzionale allo sviluppo di un pensiero “critico”, “creativo” e “innovativo” L’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione può, certamente, arrecare un notevole contributo al miglioramento e all’efficacia dei processi di insegnamento e di apprendimento, ma ritengo altresì importante che, sin dalla scuola dell’infanzia, l’insegnamento delle nuove tecnologie non debba ridursi all’apprendimento di addestramenti procedurali svuotati di senso, deve invece necessariamente legarsi alla quotidiana pratica didattica, al fine di creare un nuovo ambiente atto a stimolare sia l’apprendimento che la comunicazione aumentativa alternativa.